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Ah che rebus! Percorso nell’arte dal ’500 ad oggi

Data di inizio: 16 dicembre 2010

Data di fine: 08 marzo 2011

Luogo: Palazzo Poli, ROMA

Orari: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso.

Telefono: 06/69980242

Che cos’è un rebus? Un piccolo enigma da decifrare,un disegno che nasconde una frase,un passatempo,un gioco. Eppure questo “gioco” ha una storia antica, e la mostra mette straordinariamente in risalto l’importanza del rapporto tra arte e rebus nel corso di cinque secoli. In passato grandi artisti si sono cimentati nell’arte del rebus, come ad esempio Leonardo da Vinci con le sue “cifre figurate”, fino agli incisori Stefano della Bella e Giuseppe Maria Mitelli. La cosa più sorprendente è sicuramente costatare l’influenza che hanno avuto i rebus della celebre “Settimana Enigmistica” dell’illustratrice Maria Ghezzi, sulla pittura degli anni Sessanta e Settanta, e in particolare di Renato Mambor e Tano Festa. La mostra gioca su continui confronti tra l’antico e il moderno, passando per i rebus ottocenteschi,con le loro lettere animate, e le atmosfere metafisiche di Giorgio de Chirico. Il rebus nel corso degli anni si è prestato anche come trasmettitore di messaggi velati a sfondo politico, satirico,storico. Dal Risorgimento al ’68, ideali politici e sociali sono stati espressi in forma di rebus su fogli volanti,riviste,dipinti e libri d’artista. In mostra è visibile per la prima volta, restaurato per l’occasione, il grande drappo bianco con un lungo rebus dedicato a Pio IX per l’amnestia concessa nel 1846. Ultima cosa da ricordare è sicuramente l’importanza che l’amore ha ricoperto come tema di molti rebus. Il titolo della mostra deriva dal ritornello della canzone Rebus di Paolo Conte del 1979.

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I pulcinella di Luzzati

Luogo: Casa dei Teatri

Durata: dal 17 novembre 2010 all’8 marzo 2011

Orario: 10.00-17.00 (dal martedì alla domenica)

Ingresso: libero

Chiusura: 8, 25, 26 dicembre 2010; 1 gennaio 2011

Telefono: 0039 0645460693

Sito: www.bibliotechediroma.it

La mostra i Pulcinella di Luzzati è promossa da Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Biblioteche di Roma, in collaborazione con la nostra Società e Zetema Progetto Cultura.
“Sognare, ecco: il mio amico Pulcinella passa quasi tutto il tempo a sognare oppure a scappare da chi non gli permette di sognare: sua moglie, i carabinieri o alcuni personaggi soprannaturali come la morte o il diavolo. E cosa sogna Pulcinella? Teatri lussuosi dove sarà il gran protagonista, sogna ballerine e pagliacci, sogna di volare sulla luna, di passare le notti in un fantastico luna-park e sogna di poter riposare sempre nel suo letto sul tetto della casetta in riva al mare.”
Questa l’idea di Pulcinella che Emanuele Luzzati esprime nel 2001, modificando l’ambigua maschera di Pulcinella dal cliche’ tradizionale e trasformandolo attraverso la musica così che la sua vitalità si esprima non più con la furbizia ma attraverso il gioco e la fantasia.
Tra le opere originali di Luzzati, sono in esposizione tre sagome in legno di Pulcinella, di grandezza quasi naturale (circa 1.50 m), due appoggiate per terra ed una che vola, un modellino per uno spettacolo, due piccole sculture in legno che rappresentano Pulcinella Pescatore e Pulcinella burattinaio e alcuni Pulcinella in stoffa.

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Chagall, IL MONDO SOTTOSOPRA

PERIODO: 22\12\10- 27\03\11

BIGLIETTI: 10 euro intero, 8 euro ridotto

ORARI: martedi-domenica 9.00-19.00

LUOGO: Museo dell’Ara Pacis

Dopo il grande successo riscosso al Musèe national Marc Chagall di Nizza, che l’ha prodotta e ospitata da giugno a ottobre, l’esposizione “Chagall. Il mondo sottosopra” arriva al museo dell’Ara Pacis. In mostra 138 opere tra dipinti e disegni, alcuni dei quali inediti, provenienti da collezioni private, dal Musèe National d’Art Moderne Centre Georges Pompidou e dal Musèe national Marc Chagall di Nizza. Sono molti gli approcci possibili all’opera di Chagall: la relazione con i movimenti d’avanguardia a cui si è accostato nel corso della sua vita, ma da cui si è poi sempre distinto per originalità; i temi legati alle sue origine russe ed ebraiche e i suoi contenuti spirituali; la sua capacità di servirsi di tecniche miste per superare le frontiere fra pittura e grafica. Questa mostra ha scelto di indagare le affinità che l’artista condivise con i Surrealisti – anche loro seguaci della rivoluzione e del sovvertimento dei valori stabiliti – e il forte legame con la sua identità religiosa.

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LA GRAMMATICA DELLE FIGURE. ILLUSTRARE GIANNI RODARI.

Data inizio: 10 novembre 2010

Data fine: 27 febbraio 2011

Luogo: palazzo delle esposizioni, Roma

Ingresso: libero

Orario: martedi-venerdi dalle 15 alle 20; sabato dalle 10 alle 15 e dalle 18.30 alle 22.30

Nella mostra un chiaro riferimento va a uno dei saggi più illustri dello scrittore La grammatica della fantasia e i testi delle sue storie prendono colore e assumono nuove forme attraverso il segno di 43 illustratori italiani e stranieri. Le illustrazioni vivono in mostra accanto al lavoro di 10 illistratori scelti da loro che hanno gia pubblicato albi illustri sulle storie di Gianni Rodari.
La mostra espone 55 tavole dei linguaggi, materiali e stili diversi per un nuovo viaggio tra i libri, le idee, i personaggi dei suoi racconti. In ognuna di queste tavole si palesa la dichiarata vocazione che porta l’illustratore a essere interprete, creare una sua ermeneutica che spesso, pur rispettosa dei testi, non rinuncia alla propria autonomia e apre lo sguardo e l’immaginazione di chi osserva. La mostra, che ha visto la sua prima usscita nazionale a Bologna, è curata da Giannino Stoppani Cooperativa Culturale, promossa da palazzo delle Esposizioni, Bologna Children’s Fair e Istituto per i beni Artistici Culturali e naturali dela Regione Emilia Romagna, ij collaborazione con El, Einaudi Ragazza, Emme Edizioni.

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Chi sono io? La ricerca dell’identità attraverso il disegno di Masal Pas Bagdadi

DURATA: 30 novembre 2010 – 30 gennaio 2011 

LUOGO : Palazzo delle Esposizioni, Sala Fontana, via Milano 13, Roma 

ORARIO: domenica, martedi, mercoledi e giovedi dalle ore 10 alle ore 20; venerdi e sabato dalle ore 10 alle ore 22,30. Lunedi chiuso.

INGRESSO: libero

Masal Pas Bagdadi è una scrittrice e psicoterapeuta nata a Damasco in Siria nel 1938.
L’esposizione di “Chi sono io? La ricerca dell’identità attraverso il disegno di Masal Pas Bagdadi” consiste in un centinaio di pannelli che riproducono disegni di bambini dai 2 ai 12 anni.
La mostra vuole dare al visitatore adulto l’opportunità di seguire da vicino il percorso che il bambino fa a livello emotivo ed intellettuale nel raccontare se stesso.
Lo scopo di questo progetto è girare di città in città, senza confini, in quanto il linguaggio pittorico infantile è senza distinzione di razza, religione o paese.
L’esposizione si avvale dell’adesione del Presidente della Repubblica ed è sotto il patrocinio dell’Università Cattolica e dell’associazione “Cuore” per l’infanzia.
Un viaggio tra le fantasia infantili che vale la pena percorrere per ricordare ciò che anche noi siamo stati… bambini.

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ARE YOU REALLY SURE THAT A FLOOR CAN’T ALSO BE A CEILING? Sei davvero sicuro che un pavimento non possa essere anche soffitto? di Bik Van der Pol


DURATA: 5 dicembre 2010- 16 gennaio 2011

LUOGO : MACRO- nuova ala Via Nizza (Angolo Via Cagliari)- Roma

ORARIO: dalle ore 9 alle ore 19.Aperto tutti i giorni escluso il Lunedì.

INGRESSO: intero € 4,50; ridotto € 3,50

Vincitrice della quarta edizione di ENEL CONTEMPORANEA, Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling? è un’opera magnifica realizzata da Bik Van der Pol, duo artistico olandese composto da Liesbeth Bik e Jos Van der Pol, che esprime perfettamente i valori di energia ed ecosostenibilità.
Are you really sure that a floor can’t also be a ceiling? Sei davvero sicuro che un pavimento non possa essere anche un soffitto?? è una vera e propria “casa delle farfalle”! Gli scienziati considerano le farfalle una specie di riferimento perché sono particolarmente sensibili al degrado ambientale; il loro declino funge pertanto da ammonimento riguardo alle condizioni ambientali. Il concetto di “effetto farfalla” è preso in prestito dalla teoria del caos per indicare la forte (inter) dipendenza di diverse tendenze dalle condizioni iniziali: variazioni minime possono colpire sistemi enormi e complessi. L’”effetto farfalla” ci dice che il battito delle ali di una farfalla produce un piccolo cambiamento nella condizione iniziale del sistema, causando una catena di eventi che conducono ad un’alterazione su ampia scala.
I visitatori sono invitati ad entrare nella “casa” in cui è stato ricreato un habitat tropicale che permette di osservare e lasciarsi circondare da innumerevoli tipologie di farfalle. Le pareti di vetro forniscono una visione completa della serra creata dall’uomo, dei visitatori all’interno e dello spazio museale; la natura diventa spettacolo entro le pareti del museo.
L’opera di Bik Van der Pol, dopo l’esposizione temporanea, farà parte, in forma riadattata, della collezione del museo.

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Un secolo di clic in cronaca di Roma: 1910/2010. I cento anni del sindacato cronisti romani con dedica ai fotoreporter.

DURATA: DAL 19/11/10 AL 06/02/11

LUOGO: MUSEO DI ROMA IN TRASTEVERE. Piazza si Sant’Egidio, 1/b. Zona Rione Trastevere.

ORARI: DAL MARTEDì ALLA DOMENICA ORE 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). CHIUSO IL LUNEDì

INGRESSO: INTERO 5,50 EURO; RIDOTTO 4,50 EURO. PER I CITTADINI RESIDENTI NEL COMUNE DI ROMA, MEDIANTE ESIBIZIONE
          DI VALIDO DOCUMENTO CHE ATTESTI LA RESIDENZA INTERO 4,50 EURO; RIDOTTO 3,50 EURO.

CONTATTI: SITO WEB www.museodiromaintrastevere.it
        

La mostra presenta un vasto assortimento di testimonianze multimediali come foto, filmati, documentari autovisivi, che abbracciano un arco di tempo pari a cento anni. Un salto in dietro nel tempo fino ad arrivare ai giorni nostri scandagliato e inciso da innumerevoli eventi di vita vissuta, di fatti quotidiani, di delitti riscoperti, di scandali che hanno segnato la società romana e non solo. L’esposizione propone 130 immagini affiancate da cinegiornali, filmati d’epoca e un documentario delle Teche Rai, che fanno resuscitare ricordi d’altri tempi.
La mostra è divisa in tre sezioni.

Nella prima sezione ,che percorre un tragitto teporale di 30 anni, dal 1910 fino ai primi anni del 1940, vengono mostrate fotografie
provenienti dall’Archivio storico Luce . L’attore principale è Adolfo Porry-Pastorel, fautore del fotogiornalismo e
pioniere dei fotoreporter della scuola romana, ma anche cronista e giornalista de “Il Messaggero”.

Nella seconda sezione viene preso in considerazione il periodo che corre dal dopoguerra ai nostri giorni. Mette in luce la
rinascita del fotogiornalismo dopo il periodo buio della censura dettata dal fascismo, testimonia l’espolosione sui quotidiani
della cronaca nera, documenta gli anni di terrorismo, descrive l’andamento politico e civile della capitale, combatte i
cambiamenti prodotti dall’era digitale. Vengono presi in considerazioni cinque inportantissimi fotoreporter:
- Rino Barillari nominato il “the King” dei paparazzi, è uno dei maggiori fotoreporter di prima linea;
- Mario De Renzis che da 50 anni il suo cuore pulsa insieme a quello della città di Roma;
- Pietro Ravagli professionista sin dal 1949, che porta con se un fardello di 800mila immagini dichiarate interesse storico;
- Enrico Oliverio principe della politica, del Quirinale e di Palazzo Chigi;
- Maurizio Riccardi il quale ha seguito le orme del padre, fotoreporter del tempo dei fascisti.

Nella terza sezione sono presenti filmati inediti o riaffiorati dal passato tra i quali:
- “Fattie Misfatti” documentario ritraente cent’anni di cronaca romana realizzato dalla regista Silvana Palumbieri con i
   materiali degli archivi di Rai Teche e di Cinecitta Luce;
- “Corti d’Autore” dell’Archivio storico Luce;
- “N.U Nettezza Urbana” memoriale del 1948;
- “Roma’90″ di Michelangelo Antonioni;
- “Buio in Sala” del 1949 di Dini Risi.

L’esposizione è ultimata e completata dalla ricostruzione di ambienti della cronaca passata e presente, dai documenti degli
archivi del Sindacato cronisti romano a dalle “prime pagine” di giornali messe a disposizione dalla FNSI.

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Federico Fellini, 1960-2010. Cinquant’anni di Dolce Vita, di segni e di sogni.

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Data inizio: 8 aprile 2010

Data fine: 30 maggio 2011

Costo biglietto: Ingresso gratuito

Luogo: Marriott Grand Hotel Flora – Via Veneto 191

 Telefono: 06/48.99.29

Questa volta il set è il Marriott Grand Hotel Flora in via Veneto.L’occasione è il cinquantesimo compleanno del film ‘La dolce vita’. I protagonisti sono venticinque disegni originali che ripercorrono la genesi creativa dei personaggi del maestro del Neorealismo e le sue pellicole più celebri. Personaggi dai tratti satirici e caricaturali,con colori che esasperano le fisicità. Nei disegni vi sono anche molti particolari scritti, che appaiono come guide per i futuri costumisti e scenografi. Sono personaggi che il regista aveva in mente ancor prima di scrivere il copione; questo perchè Fellini era uno che prima di vedere una scena su pellicola la immaginava nella sua mente e la disegnava con la sua penna ovunque, anche sui tovaglioli. Le sue  idee migliori nascevano nei momenti di relax, seduto al tavolo di un ristorante, di un bar o di un hotel. Proprio all’interno del Mariott Grand Hotel Flora sono nati molti di questi tovaglioli, dato che il regista riminese e l’albergo appena citato hanno instaurato nel tempo un forte legame, concatenato poi  quando nel 1984, a seguito della ristrutturazione dello storico palazzo, si decise di dare al ristorante il nome ‘Cabiria’, dal titolo dell’ omonimo film che gli valse un Oscar. Tutt’oggi il Flora ha una suite dedicata al grande Federico Fellini.

La mostra riprende parte dell’esposizione allestita al Guggenheim Museum di New York nel 2003, in onore nel decennale della morte di Fellini. Vi sono i disegni provenienti dalla Fondazione Federico Fellini di Rimini e i tovaglioli ‘appuntati’ proprio dalla mano dell’artista, appartenenti alla collezione privata del Flora.Il titolo della mostra è appunto ‘Cinquant’anni di Dolce Vita,di  segni e di sogni’ di cui l’immagine simbolo è proprio un disegno di Anita Ekberg,in tutta la sua bellezza provocante,nella fatidica scena del bagno all’interno della fontana.Vi troviamo immagini anche di Saraghina di “Otto e mezzo” e la provocante Donatella della “Città delle donne”. Il tutto è riassumibile come se fosse un singolare taccuino d’ appunti che ha il peso di un’ eredità culturale di un Maestro del Novecento e pur senza alcuna dichiarata velleità assume le forme di un’arte grafica contemporanea.

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CoBrA e l’Italia

Luogo : Galleria nazionale d’arte moderna, Via delle Belle Arti 131

Durata : 4 novembre 2010 – 13 febbraio 2011

Orario : Dal martedì alla domenica ore 8.30 – 19.30 (lunedì chiuso).L’ingresso è consentito fino a 45 minuti prima della chiusura.

Biglietto d’ingresso: € 8

Parigi, 1948. Un gruppo di artisti e di poeti ( Jorn, Appel, Constant, Corneille, Dotremont e Noiret ) forma il movimento internazionale CoBrA. Fu lo stesso poeta Dotremont ad inventarne il nome, in base all’acronimo delle città da cui provenivano gli artisti, Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam. L’idea portata avanti dal movimento era quella di una massima libertà di espressione all’insegna della creatività collettiva. Per la storia dell’arte moderna, CoBrA ha ricoperto un posizione di grande importanza ed influenza. Nello sviluppo di questa corrente artistica, svolse un ruolo centrale la cittadina ligure di Albisola, famosa per la produzione di ceramica. Qui, nel 1954, si stabilì il danese Asger Jorn su impulso di Enrico Baj, il quale aveva presentato nel 1952 a Bruxelles il manifesto del “Movimento nucleare”, che condivideva con CoBrA la visione di un’arte libera dagli stili. Ben presto, altri artisti che avevano fatto parte del moviemento, come Karel Appel e Corneille, furono attratti nella località della Riviera di ponente dall’attività di Jorn ad Albisola. A loro si unì anche Maurice Wyckaert che era entrato a far parte della Corrente artistica per una Bauhaus Immaginista, fondata da Jorn. La mostra è realizzata dalla Galleria nazionale d’arte moderna in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio e l’Academia Belgica. Lo scopo è quello di porre in evidenza il legame tra pittura e ceramica, da cui si sviluppano i temi del colore e della materia, e il lavoro collettivo, che induce molti artisti a condividere la creazione realizzando opere a quattro mani. Viene dedicata anche particolare attenzione al rapporto tra l’Italia e gli artisti belgi che erano stati membri di CoBra o che si erano successivamente avvicinati. Di Asger Jorn sono presenti le prima opere italiane, affiancate dalla produzione più tarda, per mostrare come l’artista si liberi dalla dimensione decorativa tradizionale della ceramica, fino a farne un uso spregiudicato, intervenendo in modo sempre più profondo e marcato sulla materia. L’evoluzione pittorica di Jorn, Appel e Corneille testimonia, anche se con dovute distinzioni, la sostanziale coerenza dei percorsi individuali con l’originaria esperienza comune, fondata su un arte che prescinde da qualsiasi controllo formale, una piena e libera espressione della propria immaginazione.

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Caravaggio, La bottega del genio.

Bacchino malato

Data Inizio:21 dicembre 2010

Data Fine: 29 maggio 2011

Costo del biglietto: 6,00; Riduzioni: 4,00

Luogo: Roma, Palazzo Venezia – Sale del ’400 (piano terra)

Orario: dalle 10.00 alle 19.00 dal martedì alla domenica / chiuso lunedì, Natale e Capodanno  

Per le  celebrazioni del quarto centenario dalla morte di Caravaggio, il 21 dicembre 2010 la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, presenterà una mostra del tutto inedita e in forma sperimentale  per ricostruire la bottega di Caravaggio nelle  “Sale Quattrocentesche” di Palazzo Venezia.
L’idea nasce dal fatto che, nonostante la vasta bibliografia su Caravaggio, la sua tecnica esecutiva è ancora un mistero. Verranno messe in opera quattro ipotesi di ricostruzione delle tecniche esecutive di Caravaggio utilizzando come modelli sculture in vetroresina: dalla Canestra di frutta al San Girolamo scrivente, dal Bacchino malato alla Medusa.
Le prime tre ipotesi saranno in relazione alla Canestra e si baseranno sul ricorso a lenti, fori stenopeici – un semplice foro posizionato al centro di un pannello che funge da obiettivo – e specchi per la proiezione del soggetto sulla tela come guida per l’esecuzione pittorica, ma soprattutto come mezzo per osservare la realtà.
La quarta ipotesi consisterà nell’impiego di uno specchio piano, il cosidetto specchio grande citato nel prima ricordato Inventario delle robbe, usato come piano di riflessione per i modelli. Praticamente uno schermo di traduzione ottica bidimensionale della composizione scenica. Il visitatore potrà direttamente porsi al posto del pittore, vivere la scena visualizzando il modello nello specchio così come potrebbe averlo collocato Caravaggio nel mettere a punto la sua composizione, vedere accanto a lui la tela preparata con lo stesso tono e le medesime incisioni presenti nell’originale. Il modello, in questo caso, sarà il San Girolamo scrivente della Galleria Borghese, anch’esso realizzato in vetroresina in dimensioni al naturale.

 

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